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Addio o arrivederci

Da tempo in silenzio ed in punta di piedi
i suoi occhi respirano aria d’attesa.
Se passi per caso o di lei ancor ti chiedi,
non credere, amico, d’averla compresa.
 

Chi dice sia morta, almeno a metà,
chi invece la immagina in corse lontane.
Nemmeno lei stessa ancora lo sa,
e, un poco riparte, un poco rimane.
 

La donna, lo sai, è acqua e pensiero,
è forza vitale, è eterno e momento.
E’ anima e pasta e se crede davvero,
scommette se stessa col massimo intento.
 

Le labbra in pezzi, per troppe parole,
non fanno che mordersi e cercan di bere
quel vino spremuto per loro, esse sole,
e non ferir più, non lasciar più cadere.
 

Le pagine, allora, in cui hanno albergato
si chiudono qui, per un giorno o chissà.
Altrove, protetta dall’anonimato,
la donna, ben presto, poggiarsi potrà.
 

Chi lascia la casa, in fretta o costretto,
con sé porta solo la storia passata.
Ma l’eco di me, nel vostro cassetto,

vorrei rimanesse in una risata.

Pubblicato il 30/5/2007 alle 18.48 nella rubrica Diario.

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